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Pensierini...

giglio reduzzi Nov 25, 2024

di Giglio Reduzzi

UNIFIL 2.

UNIFIL, forza di intermediazione ONU a trazione italiana, deve aver preso la sua postazione nel sud del Libano come una specie di colonia estiva.

I fatti sono noti: mentre l’esercito israeliano era impegnato a difendersi dagli attacchi di Hamas sul fronte sud (Striscia di Gaza) il suo governo sperava che le forze Hezbollah dislocate nel sud del Libano non sarebbero intervenute, altrimenti Israele avrebbe dovuto difendersi contemporaneamente su due fronti.

Ma stava abbastanza tranquillo, perché sapeva che proprio lì nel Libano meridionale c’era la postazione UNIFIL a far da cuscinetto.

Purtroppo la sua fiducia era mal riposta.

Infatti gli Hezbollah ben presto iniziarono ad inviare razzi su Israele, prima a decine, poi a centinaia, senza che le forze di intermediazione dell’ONU ne intercettassero uno o almeno provassero a farlo.

Non sappiamo se a questo punto il ministro della difesa israeliano abbia alzato il telefono e chiesto al comandante UNIFIL cosa diavolo ci stessero a fare i suoi soldati in quel luogo, ma se l’avesse fatto avrebbe avuto tutte le ragioni per farlo.

Sta di fatto che Israele dovette provvedere in proprio a difendersi anche sul fronte nord.

Ed iniziò a bombardare il Sud del Libano.

Purtroppo alcune schegge di quelle bombe finirono anche sulla postazione UNIFIL, perché si dà il caso che il movimento Hezbollah avesse costruito la sua sede centrale ed i suoi ingenti depositi di armi a poca distanza dall’insediamento UNIFIL.

Persino sotto i suoi piedi, come un coraggioso team di inviati RAI si incaricò di rivelarci.

Per cui era del tutto prevedibile che alcune schegge di quelle bombe dovessero finire nei campi UNIFIL, anche in presenza di bombardamenti chirurgicamente mirati sulle postazioni Hezbollah.

Ebbene cosa è successo?

E’ successo che la telefonata che avrebbe potuto fare il ministro della difesa israeliano al comandante UNIFIL (per protestare contro l’inerzia delle sue forze) è invece stata fatta dall’UNIFIL al ministro degli esteri israeliano (per bocca del ministro degli esteri italiano) per denunciare quelle schegge.

Ecco perché temo che l’ONU e purtroppo anche il governo italiano abbiano preso la postazione UNIFIL come una colonia estiva.

Dove i ragazzi giustamente non vogliono che quelli della colonia limitrofa tirino loro i sassi o facciano troppo chiasso.

Non solo trovo quella denuncia telefonica impropria, ma mi chiedo come i soldati dell’UNIFIL, presenti in Libano da decenni, non abbiano mai notato quel che stava avvenendo sotto i loro piedi o a poca distanza dal loro sito.

 

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