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TRUTH

Pensierini...

giglio reduzzi Jan 29, 2025

di Giglio Reduzzi

1. L’elemosina

Ad uno degli ingressi del mercato rionale che frequento da anni c’è un nordafricano che chiede l’elemosina.

Ha cominciato da ragazzino ed è andato avanti imperterrito sinora.

Sono circa vent’anni. Se conoscessi il giorno esatto in cui ha iniziato gli porterei una torta con le candeline.

Ci sono alcune vecchiette che ancora si fanno impietosire e gli depositano una moneta nel berretto rovesciato.

Io non lo faccio più da tempo.

Infatti appartengo alla fascia di coloro che non ritengono dignitoso per un baldo giovanotto vivere costantemente di elemosine.

Purtroppo questo signore non la pensa così.

Ed ha dalla sua anche la religione che professa.

L’Islam infatti, a differenza del Cristianesimo, non inserisce l’elemosina nel più ampio contesto dell’amore dovuto al prossimo, per cui fare la carità diventa una conseguenza naturale.

No, ne fa un obbligo (“pilastro”) a parte.

Tu puoi benissimo continuare a non amare il prossimo, purchè, se vedi qualcuno in difficoltà, gli faccia l’elemosina.

Diventando un pilastro (come quello di andare alla Mecca almeno una volta nella vita, pregare cinque volte al giorno, ecc.) l’elemosina perde il carattere di virtuosità per assumere quello di atto dovuto.

Ecco perché il giovanotto, anzichè vergognarsi nello stenderti davanti il berretto, ti viene incontro sorridente.

2. Lo stupro

Visto che:

  1. il Corano, nella sua genuina interpretazione, prevede lo sterminio degli infedeli e che
  2. lo stupro è meno grave dello sterminio,

mi sembra naturale che il soggetto islamico che stupra una ragazza infedele non provi alcun senso di colpa, ma anzi ritenga di non aver fatto abbastanza.

Specie se quella ragazza ha avuto l’ardire, con il suo disinvolto abbigliamento, di provocarlo.

3. Il caso Abedini

Chi è contento di  questo governo sarà lieto di apprendere che in certi casi il Ministro della Giustizia può disattendere il parere dei giudici.

Solo si chiederà perché non l’abbia fatto anche prima.

Per esempio quando un giudice periferico decise che i migranti egiziani condotti in Albania dovessero tornare in Italia.

Possibile che anche allora non ci fosse un cavillo giuridico per dire che “Non ci sono elementi a sostegno delle accuse”, come ha fatto in questa occasione?

Si sarebbe evitato di umiliare il governo e far godere l’opposizione.

4. Un’Europa islamica? 

L’Europa, come si sa, è soggetta contemporaneamente a due processi: quello di laicizzazione che viene dalla Francia post-napoleonica e quello dell’islamizzazione che sale dall’Africa, attraverso l’immigrazione.

Però il secondo processo desta (o, perlomeno, dovrebbe destare) più preoccupazione del primo, perché, mentre il processo di origine francese si limita ad estirpare la religione dalla vita sociale, il secondo mira a sostituirla con un’altra, che però è totalmente estranea alla nostra bimillenaria tradizione.

Infatti noi europei abbiamo ereditato dai nostri avi fior di cattedrali, ma nessuna moschea.

Che è poi il motivo per cui il nostro massimo filosofo ha potuto dire che noi europei “non possiamo non dirci cristiani”.

Non andiamo più in chiesa, ma abbiamo i valori del  cristianesimo scolpiti dentro di noi.

E difatti, quando si parla di radici europee, si fa riferimento esclusivamente a quelle giudaico-cristiane.

Certo l’incompatibilità con le nostre radici non rappresenterebbe di per sé un grosso problema, se non fosse che ad essere incompatibile è il modello stesso di religione sostitutiva, in quanto ritenuto antiquato.

Sia sul piano degli usi e costumi, che su quello dottrinale.

Infatti, sul piano degli usi e costumi, l’Islam ancora propone la totale sottomissione della donna all’uomo, cioè del 50% della popolazione, mentre da noi si fanno fiaccolate anche per difendere i diritti delle persone che statisticamente non superano il 2% della popolazione, nonché quelli degli animali (domestici e non).

Sul piano dottrinale, l’Islam suggerisce un modello di relazioni sociali ancora basato sulla dottrina (prima sumerica e poi giudaica) della risposta proporzionale, mentre Cristo ha introdotto la ben più virtuosa regola del perdono, almeno come meta da raggiungere. Che è indubbiamente più avanzata.

Come si vede, per noi europei, l’adozione del modello islamico rappresenterebbe un passo indietro.

Mentre è indubbio che abbia fatto fare un passo avanti alle popolazioni cresciute pagane.

Non è un caso che la diffusione del Cristianesimo in Africa venga oggi considerata una battaglia persa.

Se ne sono accorti gli stessi missionari che, andati in Africa per predicare il Vangelo, si sono fermati alla costruzione di qualche pozzo.

5. Gesù Cristo

Non so se l’avete notato, ma, mentre il Papa polacco iniziava e terminava tutti i suoi discorsi pubblici con “Sia lodato Gesù Cristo” e poi lo nominava ripetutamente nel corso dei medesimi, il Papa attuale non lo menziona mai.

Parla sempre di Dio e della necessità di dar fine alle guerre, ma mai della Seconda Persona della divina Trinità.

Avrete anche notato che Papa Francesco preferisce essere chiamato vescovo di Roma, piuttosto che Vicario di Cristo.

Sorge il fondato sospetto che non si tratti di una dimenticanza, ma del desiderio da parte del Pontefice di estendere la sua autorità morale anche ai contesti dove Gesù è un perfetto sconosciuto (Cina e Giappone) o, nel migliore dei casi, un profeta minore (Paesi islamici).

(Profeta minore ed anche molto sfortunato, visto la fine che gli hanno fatto fare.)

A differenza del termine “Gesù Cristo”, quello di “Dio” è gradito anche ai fedeli di altre religioni, a partire dai seguaci di Allah, cui Papa Francesco sembra particolarmente affezionato.

Al punto di dimenticare, nei suoi discorsi, che, accanto ai musulmani che muoiono a causa della guerra in medio oriente ci sono molti cristiani che vengono uccisi in altre parti del mondo. (World Watch List 2025)

 

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