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PER UNA COMPRENSIONE DEL PONTIFICATO DI PAPA BENEDETTO XVI (parte seconda)

emanuele sinese libertĂ  e persona Apr 01, 2025

di Emanuele Sinese

Il Concilio Ecumenico Vaticano II secondo papa Benedetto XVI 

Don Joseph Ratzinger durante lo svolgimento del Concilio Vaticano II (1962 – 1965) vi partecipò come perito per richiesta dell’allora Cardinale Frings, presidente dei Vescovi tedeschi e Arcivescovo di Colonia. Joseph Ratzinger definisce il Concilio come autentico segno di Dio, da interpretare sempre nella tradizione, quindi alla luce del Magistero della Chiesa. L’intento di papa Giovanni XXIII non fu una modernizzazione protestante della fede, dalla quale scaturisce il relativismo ecclesiologico, ma un rinnovamento teologico pastorale, scevro da ermeneutiche immanentiste, le quali sono ben lontane dagli insegnamenti degli Apostoli. L’intento del Concilio fu un rinnovamento nella continuità, una comprensione maggiore della figura di Cristo a iniziare dalla Parola, la quale è sempre in correlazione con la liturgia Eucaristica. In riferimento è doveroso comprendere quanto papa Benedetto XVI ha sostenuto in riferimento alla Costituzione Dogmatica Dei Verbum

Benedetto XVI e la relazione con la Costituzione Dogmatica Dei Verbum 

La Costituzione Dogmatica Dei Verbum è la volontà dei Padri Conciliari di proporre la Rivelazione come evento che accade nella storia. Cosa si intende per storia? La storia è una delle molteplici forme di identità dell’uomo, indica le origini di un popolo, i punti di forza come di debolezza. La storia però è soprattutto il luogo in cui accade la fede, in cui Dio in Cristo si rivela pur mantenendo la sua dimensione soprannaturale. Mediante l’incarnazione del Figlio, Egli che è il Sommo Bene altro non compie che assurgere l’umano a sé. Tale innalzamento lo si evince nel Giovedì Santo giorno in cui Cristo istituisce l’Eucaristia, compiendo così il banchetto escatologico, in quanto le promesse dei Profeti vengono portate a compimento. Nel dramma necessario del Venerdì Santo il Divin Maestro rinnova l’alleanza con Israele, ma anche con tutti coloro che lo riconosceranno come il reale Messia, perché solo in Lui ogni realtà ha senso.

La Costituzione Dogmatica Dei Verbum è suddivisa in sei capitoli, che hanno come linea guida la Parola, sempre in correlazione alla realtà sacramentale. Il credente ha la necessità di udire la Parola, ma allo stesso tempo di nutrirsi attivamente in quanto il Verbo è immanente fatticità. La fatticità di Cristo la si vive all’atto dell’epiclesi, ove il pane e il vino divengono specie soprannaturali e al momento della comunione chi le riceve diviene custode e immagine di Cristo.

Custode perché il corpo del ricevente diviene tabernacolo e tempio.

Immagine perché mediante l’Eucaristia si rinnovano le promesse battesimali.

Nel Battesimo i genitori e i padrini e madrine in nome del battezzando chiedono alla Chiesa la fede, nella celebrazione Eucaristica è il soggetto, in quanto credente attivo che decide quale senso dare alla propria figliolanza cristologica. Una partecipazione attiva ai Divini Misteri consta anzitempo nel comprendere il significato salvifico della Messa, quindi porre il sé alla presenza dell’Agnello immolato e vivere l’esistenza secondo il Vangelo. 

Cosa afferma papa Benedetto XVI in relazione alla Dei Verbum

Joseph Ratzinger al tempo della stesura di codesto documento era un semplice, ma valido sacerdote consultore, il quale mise in evidenza che la Chiesa è anzitutto una comunità che ascolta e poi annuncia la Parola. La Chiesa ha alito di vita dal Vangelo e ad esso, di costante, deve rifarsi.

Ogni cristiano non può insegnare una propria sapienza, ma deve insegnare la sapienza: Cristo! Ecco quindi l’importanza di effettuare una effettiva ermeneutica biblica, ove traspare il divino e non l’umano. Papa Benedetto XVI riconosce e ribadisce il ruolo fondante della Parola di Dio, quale suggello per la predicazione, la catechesi, la liturgia, la teologia e lo sviluppo della cammino ecumenico. La Chiesa, chiosa Joseph Ratzinger, deve sempre ringiovanire alla luce della Parola di Dio, accompagnata dallo Spirito Santo. Egli inoltre riconosce di fondamentale importanza la Lectio divina, ossia la lettura della Sacra Scrittura, accompagnata dalla preghiera, quale intimo colloquio tra Dio e l’uomo. Il colloquio quindi la Parola è l’atto grazie al quale Dio ha creato il mondo ed è entrato con esso in relazione. Dio afferma Benedetto XVI si fa conoscere a noi come mistero di amore infinito; un amore che nell’ipostasi di Cristo è pneumatico, in quanto il Padre nel Figlio agisce per azione dello Spirito Santo. Un’azione di relazione mai scissa. Una relazione senza confusione. Accogliere il Verbo che è poi il logos, significa lasciarsi da Lui plasmare e condurre. L’avvento del logos che è anche l’arché è l’inizio di una creazione nuova, che poggia sul nuovo tempio: la Chiesa. Solo mediante essa, per volontà di Dio, si comprendono i misteri divini e si giunge alla totale contemplazione all’atto del passaggio dalla vita terrena a quella celeste. Lo scopo della Dei Verbum ricorda Joseph Ratzinger è sostanzialmente l’annuncio della speranza. La speranza di cui ha bisogno il soggetto è la grande speranza, che si chiama Gesù quale volto misericordioso e fattivo di Dio.

Ecco l’essenza dell’ecclesiologia missionaria: presentare la Parola di Dio alle genti, come Parola attiva, di liberazione e non come imposizione. Dio non impone, ma propone un reale cammino di vita. All’uomo la scelta di aderirvi oppure di rifiutarlo.

FONTE : Libertà e Persona

 

 

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