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Quaresima Sub tutela Dei

centro studi livatino Apr 02, 2025

FONTE : Centro Studi Livatino

La Parola di Dio in questo tempo quaresimale riecheggia la frase di Rosario Angelo Livatino: “Quando moriremo non ci chiederanno se siamo stati credenti, ma credibili”[1].

Sì, perché il Signore ci mette in guardia da chi proclama, ma poi vive nella doppiezza[2].

Non conta l’esteriorità dei comportamenti se poi all’interno il cuore è malato: “Dice il Signore: poiché questo popolo si avvicina a me solo a parole e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me[3].

L’invito di Rosario Livatino alla credibilità, dunque, è un invito quantomai attuale in questo tempo quaresimale.

È, in definitiva, un invito urgente alla conversione del cuore: “ecco ora il momento favorevole, ecco ora il momento della salvezza[4].

La testimonianza di Rosario Livatino ci indica la vera strada della giustizia: che non sta soltanto nell’esteriorità dei comportamenti, ma che è soprattutto vita interiore, conversione del cuore e donazione di sé.

Ripeteva Rosario: “la legge, pur nella sua oggettiva identità e nella sua autonoma finalizzazione, è fatta per l’uomo e non l’uomo per la legge, per cui la stessa interpretazione e la stessa applicazione della legge vanno operate col suo spirito e non in quei termini formali, miticamente formali, inseguiti nel diritto biblico e da ultimo anche degenerati con la prassi degli scribi e dei farisei[5].

Se il servizio del laico, e del cristiano in generale, non è rivolto al prossimo, all’altro, al bene di chi ha davanti, allora non è vero servizio, ma auto affermazione di sé.

Invece, Livatino ci ricorda che “il sommo atto di giustizia è necessariamente sommo atto di amore se è giustizia vera, e viceversa se è amore autentico[6].

L’amore autentico, infatti, ha la forma della croce e del servizio.

La Parola di Dio in questo tempo quaresimale, del resto, ci ammonisce così: “Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato[7].

Rosario Livatino è stato esaltato perché è rimasto profondamente uomo mite e umile.

Uomo che non amava i riflettori, le apparenze, gli incarichi, le ostentazioni e le doppiezze.

Guardiamo allora in questo tempo quaresimale a quest’uomo di fede, uomo di sostanza e di verità. Invochiamolo perché, quale Beato, Rosario Livatino interceda per noi, ci doni la luce della credibilità e la vera coerenza tra ciò in cui crediamo e ciò che facciamo.

È per questa sua credibilità, sfociata nel martirio, che Rosario Livatino è stato proclamato Beato.

A lui guardiamo in questo tempo quaresimale, perché ci conduca a Cristo.

Il suo esempio susciti in questo tempo, anche per noi, il desiderio di una testimonianza credibile, perché, come ripeteva Paolo VI, “l’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, e se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni[8].

Non soffermiamoci però soltanto a guardare alla vita di Rosario Livatino, ma attraverso di lui sforziamoci di vivere da veri imitatori di Cristo.

In fondo la Quaresima serve a questo, perché come affermava Charles De Foucauld:

“Guardiamo i santi, ma non attardiamoci nella loro contemplazione, contempliamo con essi Colui la cui contemplazione ha riempito la loro vita. Approfittiamo dei loro esempi, ma senza fermarci a lungo né prendere per modello completo questo o quel santo, e prendendo di ciascuno ciò che ci sembra più conforme alle parole e agli esempi di Nostro Signore Gesù, nostro solo e vero modello, servendoci così delle loro lezioni, non per imitare essi, ma per meglio imitare Gesù”[9].

Gianluca Caputo, magistrato.


[1] ROBERTO MISTRETTA (in collaborazione con Giuseppe Livatino), “Rosario Livatino. L’uomo, il giudice, il credente”, Ed. Paoline, Milano 2015.

[2] “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno” (Mt 23,2-3).

[3] Is 29,13.

[4] 2 Cor 6,2.

[5] FEDE E DIRITTO, Conferenza tenuta da Rosario Livatino il 30 aprile 1986 a Canicattì, nella sala conferenze delle suore vocazioniste.

[6] ROBERTO MISTRETTA (in collaborazione con Giuseppe Livatino), “Rosario Livatino. L’uomo, il giudice, il credente”, pag. 220, Ed. Paoline, Milano 2015.

[7] Mt 23,11-12 (Liturgia del 18 marzo 2025).

[8] MARIA DI LORENZO, “Rosario Livatino. Martire della giustizia”, pag. 9, Ed. Paoline, Roma 2000.

[9] CHARLES DE FOUCAULD. “Meditations sur les Saints Evangiles (Nazareth, 1897-1899).

 

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